All'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone

Festa del Cinema di Roma 2026: i film in programma, trame e cast

di Leila Cimarelli · 29 settembre 2026

Festa del Cinema di Roma 2026
Foto: Fondazione Cinema per Roma

La Festa del Cinema di Roma 2026 torna dal 13 al 25 ottobre per la sua 21ª edizione, con l’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone ancora una volta al centro della manifestazione. Il programma, oltre al premio alla carriera ad Javier Bardem, riunisce cinema italiano e internazionale, anteprime, documentari, restauri, serie televisive e incontri con registi e interpreti.

Uno degli appuntamenti più importanti è il Concorso Progressive Cinema – Visioni per il mondo di domani, sezione competitiva internazionale composta da 18 film.

Il film di apertura: Il rumore delle cose nuove

Ad aprire ufficialmente la Festa del Cinema di Roma 2026 sarà Il rumore delle cose nuove, diretto da Paolo Genovese.

Nel cast figurano Emanuela Fanelli, Edoardo Pesce, Claudia Pandolfi, Lino Musella, Stefano Accorsi, Vittoria Puccini, Claudio Santamaria, Edoardo Vitalone e Rolando Ravello.

La scelta conferma la volontà della manifestazione di affiancare al cinema d’autore e alle opere internazionali una forte presenza del cinema italiano contemporaneo.

I 18 film del Concorso Progressive Cinema

La selezione comprende opere provenienti da diversi Paesi e affronta temi molto differenti: famiglia, identità, adolescenza, migrazione, memoria, conflitti, disuguaglianze sociali e desiderio di emancipazione.

Brianza

Diretto da Simone Catania, Brianza è una produzione italiana e svizzera con Paolo Pierobon, Fausto Russo Alesi, Marina Rocco e Giovanni Calcagno.

La storia è ambientata negli anni della crisi economica e segue Giorgio Farina, erede di un’attività familiare e uomo considerato rispettabile dalla propria comunità. Investimenti azzardati e difficoltà finanziarie lo trascinano però in una spirale di debiti. Per nascondere il proprio fallimento alla famiglia e difendere a ogni costo la propria immagine, Giorgio arriva a compiere una scelta sempre più estrema.

Il film racconta così il rapporto tra identità sociale, denaro, aspettative familiari e paura di perdere il proprio status.

Ceniza en la boca (Ashes)

Diego Luna dirige Ceniza en la boca (Ashes), dramma messicano-spagnolo interpretato da Anna Diaz, Adriana Paz, Luisa Huertas, Guillermo Ríos, Sergio Bautista, Benny Emmanuel, Teresa Lozano e Adriana Jacomé.

La protagonista è Lucila, una ragazza di 21 anni che lascia il Messico insieme al fratello minore Diego per raggiungere la madre a Madrid. La donna vive in Spagna da otto anni e lavora illegalmente per sostenere i figli.

Il ricongiungimento familiare, però, non porta la vita migliore che Lucila aveva immaginato. La giovane deve confrontarsi con discriminazione, difficoltà economiche, responsabilità familiari e il desiderio di conquistare una propria indipendenza.

Closure

Il documentario Closure, diretto da Michał Marczak, segue una vicenda reale e profondamente dolorosa.

Dopo la scomparsa del figlio adolescente, Daniel intraprende una ricerca incessante lungo il fiume Vistola. Le telecamere di sorveglianza hanno registrato il ragazzo poco prima della sua sparizione, lasciando aperte diverse possibilità.

La ricerca diventa progressivamente anche un viaggio nella sofferenza di una famiglia sospesa tra la speranza di ritrovare il figlio e la necessità di accettare una possibile tragedia.

Congo Boy

Opera prima di Rafiki Fariala, Congo Boy è ambientato a Bangui e racconta la storia di Robert, un diciassettenne rifugiato congolese che sogna di diventare musicista.

Nel momento in cui i genitori vengono arrestati, Robert deve occuparsi da solo dei quattro fratelli più piccoli. Tra scuola, piccoli lavori e una situazione politica instabile, il ragazzo cerca di non rinunciare alla propria passione per la musica.

Nel cast figurano Bradley Fiomona Dembeasset, Christy Djomanda Louba, Pétruche Mbomba e Rosiana Kotozia, insieme a numerosi interpreti.

Dua

Blerta Basholli dirige Dua, con Pinea Matoshi, Vlera Bilalli, Kaona Matoshi, Yllka Gashi, Kushtrim Hoxha e Andi Bajgora.

La protagonista è una tredicenne che vive a Pristina alla fine degli anni Novanta, mentre il conflitto in Kosovo si avvicina e le tensioni etniche diventano sempre più forti.

Dua cerca di trovare il proprio posto tra i coetanei e all’interno di una famiglia che sta attraversando un momento difficile. Un episodio traumatico la trasforma improvvisamente in un bersaglio. L’amicizia con Maki, una ragazza libera e anticonformista, diventa però fondamentale per affrontare la paura e trovare una forma di resistenza.

Eurotrash

Diretto da Frauke Finsterwalder, Eurotrash è tratto dall’omonimo romanzo autobiografico di Christian Kracht.

Nel cast ci sono Barbara Sukowa, Alexander Fehling, Pascal Ulli, Jennifer Mariah Ehnert, Stefan Kurt, Helmut Mooshammer, Ingo Ospelt, Luna Wedler e Philippe Graber.

Il film segue Philipp, un uomo che ha un rapporto complicato con la madre, una donna anziana dipendente dall’alcol e dagli psicofarmaci. I due intraprendono un viaggio attraverso la Svizzera che li costringe a confrontarsi con vecchi rancori, traumi e una comunicazione mai realmente risolta.

Il viaggio diventa così un’occasione per riportare alla luce i fantasmi di una relazione familiare difficile.

Gæsten (The Guest)

L’opera prima di Mads Mengel vede protagonisti Simon Bennebjerg, Trine Dyrholm, Josephine Park, Peter Gantzler, Petrine Agger, Mette Klakstein Wiberg e Kristine Kujath Thorp.

Karl ed Emilie stanno organizzando una festa per celebrare il figlio appena nato. La riunione familiare in un albergo sul mare dovrebbe essere un momento di festa, ma l’arrivo improvviso di Vibeke, la madre separata da Karl da molto tempo, cambia completamente l’atmosfera.

Vecchie tensioni, rancori e dinamiche familiari irrisolte riemergono, trasformando una celebrazione in un confronto con il passato.

Giorni felici

Tra i titoli italiani più attesi c’è Giorni felici, diretto da Susanna Nicchiarelli e interpretato da Carlotta Gamba, Riccardo Scamarcio, Bruno Orlando, Anna Bellato, Leonardo Maddalena, Aurora Di Modugno e Sara Mafodda.

Il film è tratto dalla graphic novel omonima di ZUZU e racconta la storia di Claudia, ventenne alle prese con amori, desideri e paure.

La ragazza ha però una caratteristica particolare: quando le emozioni diventano troppo intense, si trasforma in una creatura dotata di ali bianche, zanne e zampe feline. La metamorfosi diventa una rappresentazione concreta delle sue emozioni e del difficile percorso verso la costruzione della propria identità.

I Love Boosters

Boots Riley porta al festival I Love Boosters, commedia crime dai toni surreali con Keke Palmer, Naomi Ackie, Taylour Paige, Poppy Liu, Eiza González, LaKeith Stanfield, Will Poulter e Demi Moore.

La storia segue la Velvet Gang, un gruppo di taccheggiatrici specializzate nel furto di abiti e accessori di lusso. Le protagoniste decidono di prendere di mira Christine Smith, potente dirigente dell’industria della moda accusata di essersi appropriata delle idee altrui.

Quello che nasce come un piano di vendetta personale si trasforma progressivamente in uno scontro più ampio con il mondo della moda e con i meccanismi del potere.

I See Buildings Fall Like Lightning

Diretto da Clio Barnard, il film è interpretato da Anthony Boyle, Joe Cole, Jay Lycurgo, Daryl McCormack e Lola Petticrew.

La storia ruota attorno a cinque amici cresciuti insieme nella periferia di Birmingham: Patrick, Shiv, Rian, Oli e Conor. Da ragazzi condividevano sogni e speranze; arrivati ai trent’anni, però, si ritrovano a fare i conti con una realtà molto diversa da quella immaginata.

Rian è riuscito a lasciare il quartiere, mentre gli altri sono rimasti legati a un territorio segnato da difficoltà economiche e personali. Il ritorno di Rian riapre vecchie ferite e porta alla luce segreti mai risolti.

The Life and Deaths of Wilson Shedd

Tim Blake Nelson dirige e interpreta The Life and Deaths of Wilson Shedd, con Amanda Seyfried, Scoot McNairy, Missi Pyle, Devyn Tyler, Elizabeth Marvel, Grant Harvey, William Jackson Harper e Wunmi Mosaku.

Il film, ispirato a eventi reali, racconta la storia di Karen, insegnante intrappolata in un matrimonio violento che trova lavoro in un carcere di massima sicurezza.

Qui incontra Wilson Shedd, detenuto nel braccio della morte e dotato di una personalità carismatica. Tra i due nasce un legame che mette in discussione le convinzioni di Karen e la porta a interrogarsi sui concetti di colpa, punizione, redenzione e umanità.

Mustang

Kasia Smutniak torna dietro la macchina da presa con il documentario Mustang, interpretato dalla stessa regista insieme alla figlia Sophie Taricone e a Kunzom Thakuri.

Il film nasce dal viaggio compiuto nel 2003 da Kasia Smutniak e Pietro Taricone nella remota regione del Mustang, in Nepal. Attraverso le immagini girate allora e i materiali raccolti negli anni successivi, Sophie ripercorre una storia familiare che attraversa più di vent’anni.

Dopo la morte di Pietro, Kasia torna nel Mustang e incontra una comunità con la quale costruisce un legame destinato a trasformarsi in un progetto concreto: la realizzazione di una scuola per i bambini della regione.

Il documentario intreccia memoria privata, perdita, eredità familiare e trasformazione di una promessa nel corso del tempo.

Sants

Mikel Gurrea dirige Sants, con Victoria Luengo, Ariadna Gil ed Eulàlia Ramon.

La protagonista, Lali, torna a Barcellona per assistere la madre malata terminale. In questo periodo difficile entra in contatto con una banda di ladri specializzata nel furto di statue e immagini sacre.

Le opere vengono sottratte da chiese, cappelle e altri luoghi e successivamente rivendute. Il film mescola dramma familiare e thriller, costruendo un racconto nel quale fede, criminalità e legami affettivi finiscono per intrecciarsi.

Skejtanjeto ne e za devojčinja (Skateboarding Is Not for Girls)

Diretto da Dina Duma, il film ha nel cast Efkjar Abaz, Simonida Selimovič, Džefrina Jašari e Ganimet Abdula.

La protagonista è Adela, una giovane ragazza che vive in una famiglia in difficoltà economica. La sua passione per lo skateboard rappresenta uno spazio di libertà, ma la situazione familiare precipita quando emerge la possibilità che la sorella maggiore Zara venga destinata a un matrimonio combinato.

Adela deve quindi confrontarsi con una società conservatrice e con tradizioni che rischiano di condizionare il futuro della sorella.

Thit-Thee Khu (Fruit Gathering)

L’opera prima di Aung Phyoe è ambientata nella Yangon contemporanea e segue San Kyi, giovane operaia di una fabbrica tessile.

San Kyi sogna di tornare nel villaggio d’origine della propria famiglia e spera di poter condividere il viaggio con la collega Theint Theint Oo. Tra le due nasce un legame sempre più intenso, mentre entrambe devono affrontare condizioni di lavoro difficili, pressioni sociali e incertezza economica.

Nel cast figurano Nandar Myat Aung, Nandar Myint Lwin, Thida Soe Khant, Tin Tin Ei e Min Nyo.

UĻA (Ulya)

Viesturs Kairišs dirige UĻA (Ulya), con Kārlis Arnolds Avots, Chulpan Khamatova, Aleksas Kazanavičius, Arturs Krūzkops, Kaspars Dumburs, Alise Dzene, Dārta Cīrule, Madara Viļčuka e Shamil Khamatov.

La storia è ambientata in Unione Sovietica nel 1964. Ulya è un’adolescente quasi due metri di altezza che vive in una fattoria isolata. La sua statura la fa sentire diversa e diventa motivo di preoccupazione per la famiglia.

Quando una fotografia scolastica arriva nelle mani degli allenatori di una famosa squadra di basket, Ulya viene portata a Riga. Lo sport sembra offrirle una possibile strada verso l’accettazione, ma la ragazza dovrà prima imparare a confrontarsi con la propria identità.

Voilà, c’est fini

Il film di Gustave Kervern è interpretato da Loïc Mandere, Suzanne Lindon, Léa Drucker, Mathieu Amalric, Martine Hennequin-Charrié, Menwar, Edeen Bhugel e Carlita Latour.

La storia è ambientata nell’isola di Mauritius e segue Pierre, dipendente di un albergo, che conosce Louise, una turista francese.

Tra i due nasce una storia d’amore. Pierre le mostra una Mauritius lontana dai circuiti turistici, fatta di spiagge selvagge, vita notturna e quartieri popolari. Ma mentre la partenza di Louise si avvicina, Pierre è sempre più consapevole del futuro che lo aspetta sull’isola e decide di fare tutto il possibile per cambiare il proprio destino.

Yesterday the Eye Didn’t Sleep

L’opera prima di Rakan Mayasi è interpretata da Rim Al Mawlah, Jawaher Al Mawlah e Yasser Al Mawlah.

La vicenda si svolge in una valle del Libano meridionale, dove rigide dinamiche tribali condizionano la vita della comunità.

Dopo un incidente che coinvolge un membro di un clan rivale, il protagonista Yasser si mette alla ricerca della cugina scomparsa. La situazione rischia di trasformarsi in una faida e, per evitare una nuova escalation di violenza, le sorelle di Yasser vengono offerte come pegno di pace.

Il film affronta così temi come memoria, vendetta, patriarcato e destino, attraverso una storia costruita intorno al conflitto tra tradizione e autodeterminazione.

Categoria Festival